Comunicazioni obbligatorie, pubblicato il rapporto del triennio 2014-2016

Comunicazioni obbligatorie, pubblicato il rapporto del triennio 2014-2016

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È stato pubblicato sul portale del Ministero del Lavoro il Rapporto annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie 2017, che contiene informazioni relative all’andamento delle dinamiche occupazionali del mercato del lavoro nell’ultimo triennio. Le comunicazioni relative alle assunzioni e alle dimissioni dei lavoratori appartenenti a tutti i settori economici, pubblici e privati, comprese quelle riguardanti i contratti di lavoro aperti nei confronti dei lavoratori stranieri, anche solo temporaneamente, sono contenute nel rapporto.

Non rientrano nello studio le occupazioni non soggette all’obbligo di comunicazione, come per esempio i lavoratori autonomi. I dati sono elaborati dalla Direzione Generale dei Sistemi Informativi, Innovazione Tecnologica, Monitoraggio dati e Comunicazione, dall’Ufficio di Statistica e da ANPAL Servizi, Direzione Studi e Analisi Statistica.

Il rapporto 2017

Il documenti analizza i dati trimestrali relativi a:

  • attivazioni e le cessazioni dei rapporti di lavoro nel triennio;
  • caratteristiche delle nuove attivazioni dei rapporti di lavoro, con un approfondimento sulle modalità dell’apprendistato;
  • trasformazioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, sottolineando l’aumento significativo del fenomeno nel corso del 2015;
  • rapporti di lavoro cessati.

Nel 2016 sono stati registrati 9.434.743 rapporti di lavoro attivati a cui si aggiungono 1.805.074 contratti in somministrazione per un totale di 11.239.817 attivazioni. Di questi, 1.633.856 assumono la forma del rapporto di lavoro a tempo indeterminato; 268.361 di apprendistato e 326.570 trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, facendo registrare complessivamente l’attivazione di circa 2,2 milioni di contratti fissi e un consuntivo all’ attivo di circa 330 mila rapporti di lavoro.

5,5 milioni di lavoratori sono coinvolti nelle attivazioni, con un numero di rapporti di lavoro pro-capite pari a 1,72, rispetto ai due anni precedenti questo dato indica una flessione a testimoniare una diminuzione del numero di contratti non continuativi nel 2016.

L’effetto delle disposizioni normative introdotte dal Jobs Act, in favore delle aziende per la decontribuzione delle assunzioni, aveva causato nel 2015 un aumento significativo della tipologia a tempo indeterminato (+3%); in ripresa nel 2016, a compensazione del fenomeno, i contratti a tempo determinato che costituiscono il 70% del totale.

L’analisi per settore indica per il 2016, una importante diminuzione delle nuove attivazioni di contratti nelle Pubbliche Amministrazioni, Istruzione e sanità (-22,8%) e in modo più significativo nel solo comparto Istruzione (-29,6%). In diminuzione rispetto all’anno precedente anche i nuovi contratti stipulati nel settore privato, che risentono del fatto che molte aziende hanno anticipato le assunzioni al 2015 per usufruire delle già citate agevolazioni fiscali.

Geograficamente, i dati indicano come le principali regioni del Nord Italia ed il Lazio facciano registrare un numero complessivamente più elevato di nuove attivazioni, rispetto alle regioni del sud Italia che sembrano manifestare ancora criticità legate alla situazione economica locale.

Uomo-donna contratti lavoro

Per quanto riguarda l’analisi dei dati sul genere dei lavoratori interessati da attivazioni, nel 2016 si evidenziano differenze significative tra i due sessi: rispetto all’anno precedente diminuiscono sia le attivazioni per gli uomini (-7,4%), che quelle per le donne -12,3%). Tuttavia è interessante il diverso andamento dei lavoratori coinvolti, gli uomini infatti diminuiscono in misura maggiore rispetto alle donne, rispettivamente del 8,6% e  del 7,4%; inoltre, per gli uomini, la riduzione dei lavoratori è più alta rispetto a quella dei rapporti di lavoro, risultando in un complessivo aumento del numero di contratti medi pro capite maschili (che passa da 1,69 a 1,71 dal 2015 al 2016) a differenza di quelli per le donne per le quali si registra il fenomeno opposto (che passano da 1,83 a 1,73).

I tirocini extracurriculari

Il rapporto prende in esame anche le caratteristiche dei tirocini extracurriculari come esperienza di lavoro, ed evidenzia, una diminuzione del volume di tirocini attivati, ma un incremento finale della quota di attivazioni di lavoro alla conclusione dei tirocini, anche questo conseguenza degli incentivi fiscali per le aziende. Infine, viene analizzata la dinamica del lavoro somministrato, sia in termini di rapporti di lavoro tra agenzia di somministrazione e lavoratore sia di missioni che il lavoratore presta presso aziende terze.

Conclusioni

Il documento conclude evidenziando come la domanda di lavoro abbia risposto alle strategie introdotte e volute dalla normativa in favore dell’incentivazione al lavoro anticipando le attivazioni di nuovi contratti nell’ultimo trimestre del 2015, rispetto al primo del 2016.

Nel corso del 2017 i primi dati indicano come le diverse tipologie contrattuali stanno rientrando nelle modalità consuete. In ripresa, l’apprendistato si conferma come la tipologia più utilizzata per agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Info: Rapporto annuale comunicazioni obbligatorie 2017